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  • Data: 17 Lug 2020

Don Fabio Lucchini curato a S. Lucia Extra
seguirà il gruppo adolescenti

Il Vescovo ha nominato curato a S. Lucia Extra un novello sacerdote, don Fabio Lucchini, originario di Lonato sul Garda, il quale sarà collaboratore anche a S. Giovanni Evangelista per seguire il gruppo adolescenti del venerdì sera.

Presentazione di Don Fabio Lucchini
Torneremo a riascoltare nei cortili delle nostre parrocchie il chiacchiericcio dei nostri ragazzi, le urla impertinenti dei nostri adolescenti, le risate dei nostri giovani dopo quello che è successo, dopo la pandemia più devastante degli ultimi decenni?
In mezzo a tutto questo si innesta una storia, quella di un presbitero novello proveniente dal lago e più precisamente della parrocchia di Lonato del Garda (BS). Nato a Reggio nell’Emilia, 39 anni fa, ho vissuto i primi anni della mia vita a Prato di Correggio (RE). Primo di due figli, ho vissuto l’infanzia in questa piccola comunità, circondato dall’affetto dei miei cari. In questi anni, a cavallo della prima comunione, nasce una domanda di fondo, una sorta di piccola inquietudine: “Signore, che cosa vuoi che io faccia?”. Una domanda che lì rimane, perché nel frattempo si fanno strada i miei sogni e la mia vita, come se la fede fosse qualcosa di completamente slegato, anche se non accessoria, rispetto al resto.
Con il trasferimento a Lonato all’età di 12 anni, proseguono gli studi: prima il liceo scientifico prima e poi la laurea in ingegneria gestionale a Brescia. In parallelo, continua il percorso scout cominciato da lupetto in Emilia fino alla comunità capi, nel quale scopro l’importanza e la preziosità del servizio, in uno spendersi gratuitamente per il prossimo: un cammino che segna profondamente la mia vita.
Terminata l’università, l’entrata nel grande mondo del lavoro: alcune esperienze lavorative mi portano a comprendere l’importanza per una persona dell’avere, o meno, un’occupazione. Infatti, a seguito del fallimento dell’azienda in cui sono impegnato, inizia un momento di crisi, a cui si associa una difficoltà di tipo sentimentale. Vengono quindi a cadere tutte le speranze che ripongo sui miei progetti e sul mio domani e riemerge con forza quella domanda presente nell’infanzia: “Signore, che cosa vuoi che io faccia?”.
Non mancano, però, occasioni per riflettere e camminare con il Signore: da un paio di corsi ad Assisi, ad una serie di incontri di preghiera al Santuario del Frassino. Alla fine ritrovo il lavoro, ma non una prospettiva futura e si affaccia un nuovo interrogativo: “ciò che sto perseguendo è buono… ma è il meglio per me?”.
L’occasione di dare una risposta arriva nell’estate 2012: un viaggio in Terra Santa “ribalta” completamente la mia vita. Il vivere la Parola nei luoghi di Cristo, il pianto nell’orto degli Ulivi, la testimonianza di ragazzi, poi futuri seminaristi, e di sacerdoti, poi figure importanti nel mio percorso successivo, pongono in me quella scintilla che mi fa pensare che quel “meglio” è davvero diverso da come mi imponevo o mi immaginavo.
L’anno successivo, grazie ai weekend vocazionali di San Fidenzio, scopro questo “sottile filo rosso” nella mia storia. Da lì, le inquietudini dell’estate 2013 in vista del grande salto che per me è l’ingresso in Casa San Giovanni, anno propedeutico e di primo importante discernimento.
Gli anni di seminario, in un cammino sempre più veloce e intenso, che mi hanno dato modo di apprezzare di più l’importanza della preghiera, della Parola, di una comunità che procede al tuo fianco, di compagni di vita e di classe come Don Luca Veronese (o, nei primi anni, Don Fabio Bejato originario di Santa Lucia), di educatori che ci hanno mostrato, con la loro testimonianza, una strada che porta alla gioia vera. Anni di esperienza nella parrocchia di Lonato: l’accompagnamento premuroso dei due parroci, Don Osvaldo e Don Matteo, i campi e le attività insieme ai ragazzi, specialmente quelle estive.
Infine l’esperienza, seppur breve, degli ultimi mesi a Villafranca: nella complessità ma anche nella bellezza di provare a “costruire un mondo migliore” a partire non dalla singola parrocchia, ma dall’unità pastorale, sognando ma soprattutto lavorando insieme. I mesi di pandemia li ho invece vissuti nelle terre di provenienza, dove si è “respirato” per parecchio tempo la sofferenza per quanto accaduto.
Da ultimo, ma non meno importante, il grande dono di grazia del diaconato, il 28 aprile 2019, a cui si è sommata l’ordinazione presbiterale del 27 giugno di quest’anno. Spero che questo evento, in cui ci si è stretti attorno a Don Luca, rappresenti per tanti un momento di speranza e di ripartenza, che dia modo di guardare con fiducia il nostro domani e di riascoltare quelle urla gioiose che citavo all’inizio anche nei nostri ambienti. E da questo avvenimento ringrazio ancora il Signore per i tanti doni che ha messo sulla mia strada: dal battesimo alla mia famiglia, dai sacerdoti incontrati nel mio percorso a tutte le persone presenti sul mio cammino.
Concludo con un santo: il santo patrono di Lonato è San Giovanni Battista. In una pala esposta nella basilica lonatese, Giovanni indica il Messia dicendo “Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie i peccati del mondo!”.
L’augurio che faccio a ciascuno di voi è di poter essere testimoni, come il Battista, di quell’Amore che trasforma le nostre vite. Con un semplice, ma sentito, invito finale: un ricordo nella preghiera!
Don Fabio Lucchini